Il mio ingegno si é tradotto nell' impegno, da molti anni, di studiosa dei culti antichi. Tra poco in tutte le librerie potrete trovare il mio saggio d’archeologia TEMPLA. Sono orgogliosa delle mie diciotto ore quotidiane profuse nella scrittura dei miei libri e nelle conferenze culturali. La mia voce tuona possente e gaia nei saloni delle conferenze quando espongo le mie meditazioni. Posso parlare senza microfono e mi sentono nitidamente anche nelle ultime file. Con la mia voce potente, o cantante lirica o conferenziera. Sono archeologa e filologa, oltre che scrittrice. In qualità di archeologa ho partecipato a spedizioni in GRECIA, EGITTO , TURCHIA. In particolare, mi sono occupata con instancabile passione di PRIENE, TURCHIA. In Italia, della Magna Graecia e Metaponto. Ebbene si, cari amici, ho al mio attivo la mia soddisfazione: avere dimostrato l'esistenza del culto della DEA ARTEMIDE in Magna Graecia dal VI secolo a. C. attraverso un paziente lavoro archeologico e filologico di ricostruzione di alcuni frammenti greci attribuibili al poeta greco BACCHILIDE. Il poeta lirico, in greco Βακχυλίδης, (Iuli, isola di Ceo, 516 a.C. ca - 451 a.C. ca) nipote di Simonide e coetaneo di Pindaro, poeta suo rivale, fu autore prolifico di epinici, ditirambi, inni e parteni, successivamente raccolti in dieci libri dai filologi alessandrini di cui conserviamo pochi frammenti sparsi, incompleti e due papiri egiziani ritrovati nel 1897 recanti epinici e ditirambi. Nei frammenti che ho esaminato, il poeta di Ceo celebra la vittoria riportata da un giovane di Metaponto, Alexìdamos, figlio di Phaiscos, nei giuochi pitici a Delfi. Dopo essersi rallegrato con il fanciullo per il premio ottenuto, il poeta intona un inno ad Artemide che ha reso possibile la vittoria. Ritengo probabile che il culto di Artemide sia stato portato inserito nel bagaglio della cultura greca a Metaponto dagli Achei reduci della guerra di Troia. Sono convinta che il culto della dea abbia avuto un posto di preminenza tra quelli celebrati nella Magna Graecia, se Bacchilide le dedicò un inno, e probabilmente la dea fu patrona della città di Metaponto. Artemide è la dea che porto nel cuore, simbolo di grazia, giovinezza e forza. Dea della caccia, delle fiere e dei boschi fu spesso rappresentata con il corto chitone ed alti calzari, con l’arco in mano e la faretra con le frecce sul dorso, accompagnata dal cervo. Dea della fecondità e insieme della castità, connubio di bellezza selvaggia e fierezza femminile è la donna ideale che si vorrebbe essere.
sabato 23 gennaio 2010
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